ROMANèS | PAOLO POCE
Gli zingari sono un popolo articolato, plasmato dalla sua storia e dalla nostra secolare ostilità. Un popolo portatore di tradizioni e culture: modi specifici di
rapportarsi al cibo, al sesso, agli anziani e ai bambini, di definire e vivere le regole della comunità.
Sono “figli del vento”, sono zingari. Non esiste popolo capace di unire quasi tutti, da destra a sinistra, nell’unanime pregiudizio verso di loro. Eppure nella fantasia comune li vediamo come un popolo fiero e orgoglioso del proprio vagabondare, come un popolo magico e misterioso. Poi però se una roulotte si ferma nel nostro quartiere ci allarmiamo, o se in metropolitana si avvicina una donna rom, ci allontaniamo e la guardiamo con sospetto. Prevale il mito negativo, sempre. Noi “gagè” (i non zingari), non sappiamo nulla di loro, della loro storia millenaria e della loro antichissima cultura, ci basta il “sentito dire” per dichiararli colpevoli, di furto, di sfruttamento dei bambini, di malavita, di violenze e chi più ne ha più ne metta.
introduzione di Moni Ovadia | contributi di Dijana Pavlovic




