Santi Caleca

Ci sono poche cose che rappresentano il saper fare e il genio italiano, quel talento speciale che gli italiani sembrano avere nel produrre cose belle e utili, quanto il design italiano. Oggi, il design italiano rappresenta un’industria multimiliardaria, celebrata e ammirata in tutto il mondo. I suoi grandi protagonisti—dai designer  Enzo Mari (1932-2020) e Ettore Sottsass (1917-2007) agli imprenditori come Alberto Alessi (nato nel 1946) o Dino Gavina(1922-2007)—sono regolarmente onorati con retrospettive e cataloghi in Italia e all’estero, oltre che con riedizioni delle loro opere. Si potrebbe addirittura dire che il design italiano è diventato una sorta di marchio, che vive dei frutti di un’epoca che sembra quasi irripetibile. 

Frutto del Boom Economico—quel ciclo di straordinaria crescita economica che nell’arco di due decenni ha triplicato il reddito pro capite italiano e ha trasformato una società ancora agraria in una potenza industriale avanzata—il design italiano non era lì solo per soddisfare la nuova fame di benessere e potere d’acquisto degli italiani, ma, in un certo senso, per dargli forma (gioco di parole intenzionale). Ed è stato il risultato di questa particolare congiuntura—in cui la crescente domanda di beni di consumo si è combinata con le idee di una nuova società e l’influenza dell’avanguardia—che una classe di imprenditori illuminati ha iniziato a lavorare con i vari fratelli Castiglioni, Enzo Mari e il re del pop postmoderno degli anni ’80 Ettore Sottsass, che ha avuto un inizio grazie nientemeno che ad Adriano Olivetti (1901-1960) nel 1956 e i cui primi progetti includono la portatile, macchina da scrivere Olivetti “rosso rossetto” Valentine (1969).

È una storia facile da romanticizzare—specialmente dal punto di vista dell’attuale stagnazione economica del paese. Il fotografo Santi Caleca è una delle rare voci che ha vissuto quegli anni in prima persona e può raccontare la storia dall’interno—senza cedere a una facile nostalgia.

Nato nel 1947 a Palermo, Santi ha vissuto molte vite—prima come bohémien squattrinato nella Parigi e nella Milano degli anni ’60 e poi, come fotoreporter che copriva gli omicidi di mafia per il quotidiano di sinistra palermitano L’Ora. Un incontro casuale con Sottsass, esattamente trent’anni più vecchio di lui, nel 1977, e una collaborazione con  Casa Vogue, lo avrebbero invece indirizzato verso una carriera come fotografo di design. Non solo avrebbe lavorato sui cataloghi e le campagne di tutti i più grandi produttori italiani – da Alessi, Flos e B&B a Cassina e Cappellini – ma anche come amico di lunga data e collaboratore dello stesso Sottsass. I due hanno lavorato insieme a innumerevoli progetti, tra cui l’iconica rivista semestrale di architettura Terrazzo, e Caleca è probabilmente l’autore dei ritratti più famosi di Sottsass, tra cui lo scatto magnificamente pensoso che orna la sua autobiografia Scritto di notte (Written at Night), pubblicata per la prima volta da Adelphi nel 1992.

Il suo contributo alla fotografia italiana attraversa la storia del design, di cui Caleca è interprete e illustratore, portando il linguaggio del reportage nel mondo degli interni. Le sue opere ruotano attorno al tema della rappresentazione: ogni oggetto di design acquista un significato unico e una nuova identità grazie alle impressioni che scaturiscono da ogni fotografia. Non ama definirsi artista né essere celebrato. Ma continua a lasciare un segno profondo. “Io non ho fatto altro che raccontare”, dice. Dalla cronaca al design sono gli incontri ad avere contribuito a imprimere ai suoi lavori una cifra unica.

«Io non fotografo l’oggetto. Provo a fotografare il pensiero che c’è dietro». C’è una linea sottile che attraversa la carriera di Santi Caleca, e non è fatta di superfici o simmetrie. È una linea di pensiero. Un filo narrativo che parte dalla cronaca più dura e arriva al design, passando per architetture, vite, corpi, ambienti vissuti. Fotografare, per lui, non è mai stato un atto tecnico, ma un gesto di comprensione. Non l’oggetto, ma la sua storia. Non la bellezza, ma il perché.


Con il contributo di: https://artemest.com/it-it/magazine/studio-visit/studio-visit-santi-caleca | https://italysegreta.com/it/niente-grande-epica-solo-un-dannato-bel-momento-il-mondo-del-design-attraverso-lobiettivo-di-santi-caleca/ | https://lespresso.it/c/visioni/2025/4/9/fotografia-santi-caleca-design-intervista/53707

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Fotografi

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