Descrizione
Il volume rappresenta il primo appuntamento di un più ampio percorso di valorizzazione dell’archivio del fotografo, oggi restituito attraverso una rilettura editoriale e curatoriale. Questo primo capitolo del progetto nasce per rendere accessibile un patrimonio visivo molto intenso, costruito negli anni osservando il teatro sperimentale tra gli anni Settanta e Ottanta. Un periodo in cui la scena internazionale — da Kantor a Grotowski, fino a Bob Wilson, Pina Bausch e Momix, insieme alle esperienze più radicali della performance — non si limitava a rappresentare, ma metteva in discussione il modo stesso di guardare, spingendolo verso nuovi limiti e possibilità. Le fotografie di teatro di Aldo Agnelli non nascono come documentazione, ma come atto critico dello sguardo. Le figure non sono semplici corpi fissati sulla scena, né testimonianze di un evento performativo destinato a dissolversi nel tempo. Sono presenze che si costituiscono all’interno di un campo visivo instabile, attraversato da tensioni mentali, emotive e percettive. Tutte le fotografie di Aldo Agnelli rivelano uno sguardo che interpreta, costruisce, reinventa. Un libro che non racconta solo il teatro, ma il potere della fotografia di trasformarlo e, con esso, il nostro modo di guardare.
“Le fotografie di teatro di Aldo Agnelli, scattate tra i secondi anni Settanta e la prima metà del decennio successivo, in un’epoca d’oro della creazione teatrale, non hanno niente dell’obiettività esteriore del documento, anche quando ciò che ne affiora è pienamente capace di evocare impressioni e reminiscenze.” Bernadette Majorana
“La città è un laboratorio aperto: nelle piazze, nelle università, nei teatri. È proprio nel teatro che questa tensione trova una delle sue forme più radicali. Il corpo diventa il luogo della sperimentazione, il primo territorio di conflitto. Dolore, fatica, resistenza non sono più rappresentati: vengono esposti, attraversati, condivisi.” Maria Vittoria Baravelli









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